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Standupificio: 29 gennaio a Milano!

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Lo Standupificio torna a Milano il 29 gennaio 2016! Casa dei Diritti mette nuovamente a disposizione i suoi spazi questa volta per attività individuali e non più - come accaduto il 30 novembre con il laboratorio Tutti su da terra! – in piccolo gruppo. Le attività si svolgeranno dalle 10 alle 17.

I percorsi psicoeducativi individuali cui è possibile iscriversi sono Change! e Muro di rabbia. Chiunque lo desidera può chiedere informazioni e/o prenotare il suo percorso psicoeducativo individuale scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dal comunicato stampa:

Tornerà a Milano il prossimo 29 gennaio con un appuntamento alla Casa dei diritti (via De Amicis 10) lo Standupificio, l’iniziativa promossa dall’associazione Dentro un quadro che permette alle persone in difficoltà perché senza lavoro di incontrare psicologi e psicoterapeuti gratuitamente per rialzarsi (to stand up) e ripartire da sè. Il tema centrale è quello del lavoro e del disagio da disoccupazione e l’obiettivo dello Standupificio è creare una parentesi di esperienza che consenta di tirare il fiato, di guardarsi, di fermarsi, condividendo momenti di riflessione, interrogativi, vissuti. Il disagio da disoccupazione e da perdita del lavoro si manifesta spesso con ritiro sociale, ansia, depressione, irritabilità e disturbi psicosomatici risultano caratterizzare la sintomatologia più frequente in casi di protratta disoccupazione. La perdita del lavoro è inoltre annoverata fra i fattori di rischio più comuni per il disturbo post-traumatico da stress, che si manifesta comunemente con distacco emozionale, disregolazioni di rabbia e collera e forme di ottundimento emotivo fino all’immobilità e all’inazione. La capacità delle persone di pensare, di riflettere sui propri pensieri e su di sé, è spesso compromessa. All’interno di questa cornice, Standupificio ha uno scopo duplice: diffondere un messaggio di speranza, consentendo ai partecipanti un’esperienza personale e relazionale utile, incentrata sulla valorizzazione delle risorse personali e della cooperazione fra pari come chiave di volta per un possibile cambiamento sociale e fare tutto questo ricorrendo a saperi psicologici e psicoterapici scientificamente fondati, trasferendo anche strumenti semplici di autoaiuto.

Il numero zero dello Standupificio si è tenuto il 30 novembre, nel pomeriggio in Casa dei Diritti con il laboratorio “Tutti su da terra!” con il quale si è sperimentata la possibilità di trasferire strumenti di autoaiuto attraverso attività di gruppo, la sera al Revolution Cafè, con attività psicoeducative individuali. Il laboratorio di psicologia pratica “Tutti su da terra!” ha permesso di focalizzare sulla cooperazione attraverso un lavoro di collage, e non sono mancati esercizi corporei utili per facilitare il contenimento dei vissuti negativi più intensi, nonché riflessioni sugli effetti della disoccupazione sulle relazioni di coppia e sui figli. Tra le attività che hanno movimentato invece la serata, My Talent Spot: l’idea nasce dalla considerazione che gli effetti negativi della perdita del lavoro possono essere mitigati dalla presenza di risorse personali, nella misura in cui le persone riescano a riconoscerle e a usarle per il raggiungimento dei propri obiettivi. L’attività si è svolta secondo due momenti distinti: con il contributo di uno psicologo del lavoro, ciascuno è stato aiutato a individuare i propri punti di forza professionali, poi raccontati davanti alla telecamera per realizzare uno spot autopromozionale di 30 secondi.  

Nel quiz Chi vuol essere meno precario, i partecipanti sono stati suddivisi in squadre sulla base del profilo tracciato per identificare lo stile personale che ognuno adotta nella ricerca del lavoro. Così le squadre sono state formate da: i Coraggiosi, gli Instancabili, i Creativi o i Relazionali. A vincere, la squadra dei Coraggiosi.

Un’altra attività è stata Change! che si ispira alla tecnica cognitivo comportamentale “ABC”, ideata nel 1957 dallo psicologo Albert Ellis che l’ha poi formalizzata con la cosiddetta terapia razionale-emotiva (Rational-Emotive Behaviour Therapy). Questa tecnica è una delle più vecchie e diffuse all’interno della terapia cognitivo comportamentale. Change! prevede che, con l’aiuto di uno psicologo, venga messo a fuoco l’evento della perdita del lavoro, nonché le emozioni e i pensieri corrispondenti, per riflettere su come sia possibile intervenire sul disagio che ne consegue. La messa a fuoco avviene in tre momenti distinti: “evento”, “emozioni”, “cognizioni”. Questa pratica è utile perché il modo personale di pensare e interiorizzare gli eventi, noi stessi, gli altri, è in grado di influenzare il modo in cui ci sentiamo.

Ancora, il Muro di rabbia: partendo dal presupposto che sviluppare consapevolezza su di sé e sulle proprie emozioni consente di gestirle al meglio, contenendole qualora poco adeguate al contesto e tutelando in questo modo il raggiungimento dei propri obiettivi, Muro di rabbia ha permesso ai partecipanti di focalizzare l’attenzione su questa emozione, con la guida di uno psicologo: sono state messe a disposizione scatole di cartone e carta da imballaggio su cui sfogarsi attraverso il comportamento, per indicarne poi l’intensità percepita su un termometro di cartone e, infine, localizzare nel corpo le sensazioni ricorrendo a un manichino. Infine, Perle a catena, costruite dagli ospiti con il supporto di un terapeuta che ha aiutato a mettere a fuoco il proprio essenziale, cioè ciò che per ognuno ha valore autentico e dunque, anche in momenti delicati come i periodi di disoccupazione, rimane.

Il 29 gennaio in Casa dei Diritti verranno riproposti i percorsi psicoeducativi individuali Change! e Muro di rabbia.

Agenzia stampa: Diesis group

“Somewhere over the rainbow.” E. Y. Harburg

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