DentroUnQuadro Intervista a Elena Ariosto su #psicologia #alimentazione #peso #disagio //www.dentrounquadro.it/interviste/intervista-a-elena-ariosto

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Lo Standupificio diventa mensile

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Da venerdì 13 maggio, lo Standupificio atterrerà all’interno del Progetto Artepassante con sei appuntamenti mensili gratuiti. L’evento è rivolto a cittadini disoccupati. I percorsi psicoeducativi individuali, che verranno effettuati con la presenza di uno psicoterapeuta, sono Change!, Muro di rabbia e Perle a catena. Chiunque lo desidera può ricevere informazioni e/o prenotare il suo percorso psicoeducativo individuale scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Le date: 13 Maggio, 10 Giugno, 8 Luglio, 23 Settembre, 21 Ottobre, 25 Novembre.

Orario: dalle 10 alle 17.

Indirizzo:Atelier della parola, Stazione Vittoria del Passante Ferroviario di Milano (ingresso da v.le Molise, angolo Via Cena)

 

Dal comunicato stampa:

Tornerà a Milano a partire da Venerdì 13 Maggio con sei appuntamenti mensili gratuiti presso Atelier della Parola nella Stazione Vittoria del Passante Ferroviario di Milano, lo Standupificio: l’iniziativa promossa dall’associazione Dentro un quadro che permette alle persone in difficoltà perché senza lavoro di incontrare psicologi e psicoterapeuti gratuitamente per rialzarsi (to stand up) e ripartire da sè. Dopo i primi due appuntamenti realizzati nei mesi scorsi alla Casa dei Diritti, lo Standupificio ritorna in seno ad Artepassante, un progetto che ha lo scopo di portare la cultura – da oggi anche psicologica - ad un pubblico nuovo e diverso da quello che abitualmente frequenta i luoghi istituzionali preposti alla fruizione della cultura stessa. A quello di maggio, seguiranno gli incontri del 10 giugno, 8 luglio. 23 settembre, 21 ottobre e 25 novembre.

Il tema centrale è quello del lavoro e del disagio da disoccupazione, un problema purtroppo ancora attuale: secondo i dati Istat a febbraio il tasso di disoccupazione raggiungeva l’11,7%. Il disagio da disoccupazione si manifesta spesso con ritiro sociale, ansia, depressione, irritabilità e disturbi psicosomatici. La perdita del lavoro è inoltre annoverata fra i fattori di rischio più comuni per il disturbo post-traumatico da stress, che si manifesta comunemente con distacco emozionale, disregolazioni di rabbia e collera e forme di ottundimento emotivo fino all’immobilità e all’inazione. La capacità delle persone di pensare, di riflettere sui propri pensieri e su di sé, è spesso compromessa. All’interno di questa cornice, Standupificio ha uno scopo duplice: consentire ai partecipanti un’esperienza personale e relazionale utile, incentrata sulla valorizzazione delle risorse personali e trasferire strumenti semplici di autoaiuto che hanno un fondamento scientifico. I sei appuntamenti presso l’Atelier della Parola permetteranno di sperimentare le attività Change e Muro di rabbia e Perle a catena. I partecipanti verranno sempre guidati da uno psicoterapeuta all’interno di tutti e tre i percorsi.

Nel caso di Change, che si ispira alla tecnica cognitivo comportamentale “ABC”, ideata nel 1957 dallo psicologo Albert Ellis, si ha la possibilità di mettere a fuoco l’evento della perdita del lavoro, nonché le emozioni e i pensieri corrispondenti, riflettendo insieme su come sia possibile intervenire sul disagio che ne consegue. La messa a fuoco avviene in tre momenti distinti: evento, emozioni, cognizioni, Questa pratica è utile perché il modo personale di pensare e interiorizzare gli eventi, noi stessi, gli altri, è in grado di influenzare il modo in cui ci sentiamo. Muro di rabbia parte invece dal presupposto che sviluppare consapevolezza su di sé e sulle proprie emozioni consenta di gestirle al meglio, contenendole qualora poco adeguate al contesto e tutelando in questo modo il raggiungimento dei propri obiettivi. Muro di rabbia permette ai partecipanti di focalizzare l’attenzione su questa emozione: sono messe a disposizione scatole di cartone e carta da imballaggio su cui sfogarsi attraverso il comportamento, per indicarne poi l’intensità percepita su un termometro di cartone e, infine, localizzare nel corpo le sensazioni ricorrendo a un manichino. Perle a catena costituisce il momento conclusivo dell’intero percorso: i partecipanti vengono aiutati a mettere a fuoco il proprio essenziale, cioè ciò che per ognuno ha valore autentico e dunque, anche in momenti delicati come i periodi di disoccupazione, rimane.

Agenzie stampa: Diesis group e Ufficio Stampa Le Belle Arti

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"La vita è adesso ed io fluisco in questo attimo."

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