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DentroUnQuadro Intervista a Elena Ariosto su #psicologia #alimentazione #peso #disagio //www.dentrounquadro.it/interviste/intervista-a-elena-ariosto

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Di cosa parliamo quando parliamo di ipnosi?

Intervista a Stefano Laurini a cura di Carlo Ghilardi

Il termine ipnosi è entrato a far parte del linguaggio comune e viene utilizzato in contesti molto diversi. Ad esempio per un’opera d’arte, uno spot pubblicitario oppure per un discorso politico. Anche i programmi televisivi dichiarano l’uso di ipnosi, si pensi a Giucas Casella. Ma “quella” ipnosi è assimilabile all’ipnosi come intesa in ambito psicologico?

Sicuramente c’è una lontana parentela tra queste forme di ipnosi ma gli obiettivi sono radicalmente diversi come anche le modalità di espressione per il raggiungimento di questi obiettivi. Credo che alcune forme di spettacolarizzazione in qualche modo soddisfino la voglia di mistero, la voglia di cercare di capire perché ci sfugga una parte di noi stessi. La curiosità è alimentata dal fatto che alcuni di questi fenomeni siano abbastanza inusuali, alla volte decisamente improbabili per il pubblico. Siamo però di fronte a modi di concepire la mente umana profondamente differenti. L’approccio psicoterapico non può che essere rispettoso dei punti di vista della persona, della sua capacità di scelta, ricordando come non sia eticamente corretto trattare la persona come se fosse una sorta di calcolatore da riprogrammare. È considerare il libero arbitrio, la facoltà di poter crescere personalmente e di aderire ad un proprio progetto personale di crescita e di sviluppo delle potenzialità. Quando parliamo di un’opera d’arte ipnotica, figurativa, musicale o altro intendiamo il modo che ha quell’espressione artistica di risuonare nel fruitore e di attivare le connessioni, le proprie associazioni rispetto a quello che esprime. Lo spot pubblicitario usa questi meccanismi a fini più manipolatori avendo un interesse mirato a tale riguardo. E, se ci pensiamo, nello stesso linguaggio politico si usa un linguaggio ipnotico come strumento di persuasione. Tra le forme di ipnosi elencate ciò che distingue l’ambito psicologico è l’obiettivo della crescita personale e la totale assenza di elementi manipolatori o persuasivi.

In che relazione si pone l’ipnosi con la psicoterapia? E’ una semplice tecnica oppure qualcosa di più complesso?

È qualcosa di decisamente più complesso e più articolato, soprattutto nell’indirizzo neo-ericksoniano, all’interno del quale l’ipnosi non è più una mera tecnica ma diventa psicoterapia ipnotica, un vero e proprio percorso. Usiamo l’ipnosi per invitare le persone ad avere una comprensione più completa del proprio ambiente, delle proprie situazioni e tutto questo riscoprendo la capacità di essere pienamente se stessi: imparando ad avere più punti di vista, capendo di essere anche le proprie sensazioni ed emozioni, interpretando la propria identità in maniera spontanea, accogliendo le proprie capacità e le proprie potenzialità. Questo lo facciamo usando stati di coscienza familiari, nel senso che l’ipnosi, come fenomeno mentale, è insito alla nostra esistenza e non implica alcuna esperienza “altra” come spesso si può credere. Infatti ci muoviamo continuamente da uno stato di coscienza a un altro anche nella vita di tutti i giorni. Quindi per psicoterapia ipnotica intendiamo lo “scivolare” del paziente, con la guida del terapeuta, attraverso le proprie sensazioni, emozioni, conoscenze visitando il proprio “magazzino” di risorse così da prendere contatto con le proprie potenzialità. L’ipnosi diviene in questo modo un ponte ideale tra quella che è la conoscenza/coscienza di tipo cognitivo di se stessi e la conoscenza/coscienza emozionale, quindi una sorta di capacità di mettere in comunicazione differenti parti della nostra mente. Tante persone spesso conoscono, a un livello cosciente, quali potrebbero essere le soluzioni ai propri problemi ma ritengono di non avere le risorse per farvi fronte. Ma in realtà dentro se stesse le possiedono eccome! Ed è qui che interviene l’ipnosi: aiutando il paziente a recuperare risorse che sono già sue, che sono già dentro di lui. Come psicoterapeuti ipnotisti abbiamo il pregiudizio che la persona sappia essere e fare molte più cose di quante pensi di sapere essere o fare. Si tratta di un pregiudizio fondato sulla nostra esperienza clinica, sulla constatazione che nessuno meglio della persona stessa possa conoscere e manovrare i delicati equilibri della propria esistenza. E’ quello che noi definiamo “imparare a fare le cose a proprio modo”, cioè imparare a far emergere da dentro di sé le proprie soluzioni, conoscendo meglio se stessi.

Che ruolo ha la relazione terapeutica all’interno di una psicoterapia ipnotica?

La relazione è la massima espressione della psicoterapia ipnotica come noi la intendiamo. Durante il percorso psicoterapico il proprio punto di vista personale viene sospeso, aderiamo al punto di vista del paziente, lo facciamo nostro. Guardiamo il mondo tramite le sue lenti, i suoi occhi. Ci immedesimiamo in maniera empatica con il suo vissuto. Il nostro sforzo tende a sintonizzare l’inconscio del terapeuta con l’inconscio del paziente. Definiamo questo “rapport”, non solo inteso come capacità di relazione bensì come capacità di avere credibilità verso il nostro paziente. Una credibilità che si avvalga del livello cosciente e cognitivo, dunque razionale, ma soprattutto una credibilità emozionale. Tutto si fonda sull’empatia, che significa capire cosa la persona che ci sta di fronte sta provando in questo specifico momento della propria esistenza, che cosa ha provato in passato e che cosa ha portato a farla sentire persona sofferente nel presente. E usiamo questa sintonizzazione per raggiungere quella credibilità comunicativa che porta ad operare una psicoterapia ipnotica su una solidissima alleanza terapeutica.

 

 

stefano laurini 2

Stefano Laurini.

Psicologo e psicoterapeuta, formato in Psicoterapia ipnotica, è vice-presidente dell’AMISI – Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi, docente di psicoterapia ipnotica ericksoniana e neo-ericksoniana presso la Scuola Europea di Psicoterapia Ipnotica. Allievo e collaboratore del Prof. G.P. Mosconi, fondatore della Scuola, dal 1996. Svolge la sua attività professionale clinica in ambito privato.