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Mindfulness in gravidanza : perché praticarla?

Intervista a Stefania Rotondo a cura della Dott.ssa Scilla Uboldi

Perché praticare la mindfulness in gravidanza favorisce una maternità/genitorialita' consapevole?

La gravidanza, il parto e la maternità possono essere vissuti come eventi sia particolarmente stimolanti che incredibilmente gratificanti, ma nello stesso tempo, i rapidi cambiamenti nel corpo, nello stile di vita, nelle relazioni, nel lavoro e nell’identità, possono porre la futura mamma di fronte ad una vera corsa ad ostacoli. La mindfulness in gravidanza, permette di sviluppare un insieme di competenze, che possono aiutare la futura mamma ad affrontare queste sfide. Vivere “una maternità consapevole” significa divenire consapevoli dell’esperienza momento dopo momento, connettendosi con il proprio bambino, per poi affrontare in modo efficace e funzionale i continui mutamenti che la donna attraversa in fase pre e post gravidanza. Ricerche focalizzate sugli effetti della mindfulness in gravidanza, suggeriscono che, un percorso mindfulness-based intrappreso durante la gravidanza, riduce gli effetti negativi dell'ansia e riduce la depressione, con l’effetto positivo sulla nascita e sullo sviluppo del bambino.

In che modo la pratica di consapevolezza nel “qui e ora”, permette di ""attraversare" e non "superarare" il dolore fisico legato al travaglio, ansie, paure, preoccupazioni legate al nascituro, alla coppia, alla propria capacita' genitoriale?

Spiegare nella pratica come la mindfulness opera tali effetti, risulta un po’ complesso, poiché la mindfulness è una pratica esperienziale, quindi agisce nel mentre in cui viene praticata; in generale è utile comprenderne il meccanismo: la pratica di consapevolezza non diminuisce il dolore fisico del parto, ma modifica il modo di percepirlo e affrontarlo, sviluppando la consapevolezza mentale. Consapevolezza significa osservare liberatamente il tuo corpo e la tua mente, lasciando che le tue esperienze scorrano liberamente momento dopo momento, nel qui e ora, e accettandole così come sono. Mindfulness non significa rifiutare i pensieri o bloccarli o reprimerli. Non significa controllare alcunchè, eccetto la direzione della tua attenzione. Lo sviluppo della mindfulness produce cambiamenti nella mente. Questi cambiamenti si manifestano in modi specifici come la crescita della tranquillità mentale. La distrazione provoca l’agitazione della mente. La mente che si libera dalla distrazione è capace di sperimentare livelli progressivi di tranquillità. La tranquillità sorge se vengono create le condizioni appropriate. Va da sé che se la mente è distratta dal dolore, sviluppando consapevolezza si può riuscire a sviluppare alcune abilità fondamentali come: le abilità di spostamento (switching) che permettono di spostare il focus da un oggetto all’altro, quindi di spostare l’attenzione dal dolore ad altre sensazioni e pensieri: per es. “il dolore delle contrazioni è transitorio, arriverà presto l’espulsione e vedrò il mio bimbo nascere…”. Una maggiore consapevolezza degli stimoli e delle risposte, interrompe preventivamente il comportamento automatico, “sento lo stimolo a spingere nonostante il dolore che mi fa gridare e abbandonare le forze…mi sposto sullo stimolo e spingo (fase di espulsione)…”. Il “decentramento” è un acquisizione importante nella pratica della mindfulness e ancora più importante quando si attraversa il dolore. La mindfulness implica l’osservazione dell’esperienza come se la si vedesse per la prima volta (“mente del principiante”), senza preconcetti, aspettative o desideri, per questo è una pratica preziosa per la futura mamma e il futuro papà che portano con sé aspettative, desideri che spesso portano a sviluppare ansie e stress tali da non viversi pienamente e serenamente la bellezza del divenire genitori.

Ci sono delle controindicazioni nella pratica della mindfulness in gravidanza?

In quanto pratica di meditazione la mindfulness non ha controindicazioni, è importante comprendere che non deve essere pensata come una tecnica, ma piuttosto come un modo di essere. Si pratica per se stessa, e può divenire uno stile di vita se coltivato quotidianamente indipendentemente dalle circostanze. Tuttavia è necessario che l’apprendimento di tale pratica avvenga sotto la conduzione di insegnati e trainer specificamente formati.

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Stefania Rotondo

Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale. 

E’membro direttivo IS.I.MIND (Istituto Italiano per la Mindfulness),  referente di ISIMIND4KIDS (area italiana dell’applicazione della mindfulness in età evolutiva). Insegnante e docente mindfulness,  si occupa della formazione in ambito clinico, educativo e sociale (training bambini, adolescenti ed adulti) e professionale (seminari per psicoterapeuti e psicologi in collaborazione con Università di Bologna; gruppo di ricerca con Università di Chieti; training per operatori socio-sanitari).

Autrice del protocollo MBCT- Mindfulness Based Cognitive Therapy  per adolescenti con ansia sociale.

 

 

 

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Quali sono le principali realtà pubbliche a cui le persone possono rivolgersi per richiedere un colloquio psicologico (consultori, ospedali, etc.)?