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DentroUnQuadro Intervista a Elena Ariosto su #psicologia #alimentazione #peso #disagio //www.dentrounquadro.it/interviste/intervista-a-elena-ariosto

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Quando la psicologia fa bene alla salute.

Intervista a Elena Ariosto, biologa nutrizionista, a cura di Mapi Maltese

La constatazione di quanto spesso si faccia fatica a comprendere l’utilità della psicologia a supporto della cura medica tout court o anche solo semplicemente della cura finalizzata al benessere e al mantenimento di una condizione di salute, sostiene questo breve ciclo di interviste ad alcuni professionisti operanti all’interno del Centro dNa Milano, dove ciascuno ha la possibilità concreta di operare con l’ausilio del Servizio di Psicologia.


Lei esercita la professione di biologa nutrizionista. Può descrivere brevemente le principali problematiche per cui le persone si rivolgono a lei?

Sono una biologa esperta in nutrizione e mi occupo principalmente di persone adulte o adolescenti che svolgono un’importante attività sportiva, a livello sia agonistico che amatoriale. In genere queste persone si rivolgono a me per capire come possono migliorare la prestazione sportiva attraverso anche un’alimentazione adeguata, ma devo dire che non mancano persone che invece vogliono solo ed esclusivamente concentrarsi su una perdita del grasso corporeo in eccesso, vero o presunto, sia per essere più prestanti che per migliorare il loro stato di forma fisica. E sottolineo “vero o presunto”… Ultimamente mi sembra di registrare un incremento in quei casi di adolescenti agonisti spinti verso il raggiungimento di un ideale corporeo che risulta essere ben diverso dalla loro reale costituzione fisica. Si tratta di ragazzi di base molto disorientati su quale possa essere il giusto regime alimentare da accompagnare al livello di attività fisica… spesso portano con sé convinzioni assurde, tipo “devo mangiare solo carne e proteine animali in gran quantità, sennò non metterò mai un filo di muscolo”, che a ben vedere se attuate rigidamente possono provocare danni anche serissimi alla salute.

Ritiene che per queste problematiche il suo lavoro possa essere facilitato da un intervento psicologico? Se sì, in quali casi?

Assolutamente si, soprattutto nei casi che citavo prima, di ragazzi spaesati e spesso ossessionati da una visione del corpo distorta. Ma anche in generale pensando solo a chi vuol perdere peso! Personalmente ritengo il supporto psicologico un importante strumento per affrontare il percorso nutrizionale con consapevolezza e rigore, tante volte necessari soprattutto se i chili da perdere sono tanti, cosa che spesso non avviene soprattutto a causa delle circostanze lavorative/sociali. Figuriamoci poi se non è necessario per tutti quegli adolescenti che vi ho citato prima, sia maschi che femmine, che spesso nascondendosi dietro a necessità ed esigenze legate allo sport, si autocostringono a cambiamenti o restrizioni alimentari per rispettare canoni e figure ideali, destinandosi dunque ad affrontare l’adolescenza con la paura di ingrassare e deludere le proprie aspettative. Un atteggiamento estremamente deleterio per la crescita e maturazione di un corretto regime alimentare in questi ragazzi, poiché non fa altro che condurre a comportamenti ossessivi e ad un’errata concezione di se stessi e della propria figura corporea. Contrariamente a quanto ci si aspetti, in casi simili il mio margine di azione è molto limitato, perché mi trovo davanti a persone restie a qualsiasi consiglio, ferme sulle loro idee “distorte” della realtà al punto da non accettare altri “punti di vista”, soprattutto se distanti dal loro. E il mio lavoro è anche questo, confutare le loro idee e contrastare il loro obbiettivo se ciò che viene messo a rischio è la loro salute! Ecco che mi ritrovo a non avere strumenti d’azione, e in casi del genere l’approccio psicologico è fondamentale, affinchè questi ragazzi disorientati ritrovino un giusto equilibrio e possano così concentrare le loro attenzioni sull’allenamento, affidando invece la loro alimentazione ad esperti nel settore e con serenità.

Può riportare un caso concreto per aiutarci a capire meglio?

Ricordo bene il caso di una ragazza di 15 anni, amante del calcio femminile ma perennemente spaventata dal suo peso, al punto da autoimporsi restrizioni alimentari e costringersi a patire il senso di fame allo scopo di vedere l’ago della bilancia scendere giorno per giorno. Questo comportamento nasceva circa 6 mesi prima del nostro incontro, quando gli allenatori cominciavano a mostrare un’attenzione particolare per il peso corporeo e per l’alimentazione delle ragazze, dando loro suggerimenti a riguardo. Per quanto le loro intenzioni potessero essere innocue, questa è una chiara dimostrazione di come la mente dei nostri ragazzi possa a volte alterare ogni messaggio ricevuto e plasmare idee completamente bizzarre. Ricordo infatti che questa cara ragazza si era creata un margine di peso all’interno del quale doveva assolutamente rientrare, alternando così periodi di denutrizione (con conseguenti cali energetici durante gli allenamenti) a periodi di ipernutrizione, sempre in relazione al peso dato dalla bilancia. Come mi aspettavo, sebbene fosse stata proprio lei a chiedere il mio aiuto, il mio lavoro (svolto con complicità dei genitori) è servito fino ad un certo punto, perché non sono mai riuscita a vincere contro la sua fobia per il peso, la quale la rendeva spesso ostile nei miei confronti. Ho sentito dunque il bisogno della collaborazione di una collega psicologa, ma non è stato facile ottenere il consenso della ragazza, che solo dopo mesi ha accettato di farsi aiutare. Ma già dopo i primi incontri, ho notato la differenza: la ragazza era molto più disponibile all’ascolto, disposta ad affidarsi a me per molte decisioni e più propensa a stabilire un obbiettivo “condiviso”. Solo così abbiamo cominciato ad ottenere risultati, oltre ad un enorme miglioramento del tono dell’umore che ha rasserenato anche i rapporti familiari.

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Elena Ariosto

si è laureata in Biologia Applicata alle Scienze della Nutrizione all’Università degli Studi di Milano e attualmente svolge la libera professione di Biologo Nutrizionista a Milano. Collabora con il centro dNa Milano dalla sua istituzione nel 2015.

 

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Quali sono le principali realtà pubbliche a cui le persone possono rivolgersi per richiedere un colloquio psicologico (consultori, ospedali, etc.)?