DentroUnQuadro Intervista a Elena Ariosto su #psicologia #alimentazione #peso #disagio //www.dentrounquadro.it/interviste/intervista-a-elena-ariosto

  • partner-maffialife
  • partner-dna
  • partner-buenvivir
  • partner-aicca
  • logo-semp-mindful
  • logo-articolo-4
  • LogoRotaryBergamoBanner

btn-forum  btn-donazioni

Le cose, da sole, parlano poco di sé. Hanno sempre bisogno di qualcuno che vi attribuisca una qualità collocandole dentro un punto di vista specifico, dopo averle conosciute foss’anche per poco.
I punti di vista, poi, sono come le persone: non sono fatti solo di pensieri, ma custodiscono anche sensazioni ed emozioni. Parlano di noi e della nostra relazione con le cose di cui facciamo esperienza.

Quando ci sentiamo in una condizione di disagio, accade qualcosa e il nostro punto di vista, per quanto ci sembri assolutamente “giusto” e “sensato” e “nostro”, non ci consente di vivere come vorremmo. Allora ci sentiamo sbagliati, o magari pensiamo siano sbagliate le cose che viviamo.
Ridefinire e rendere più flessibile il nostro punto di vista – quel grumo di pensieri, sensazioni ed emozioni che tanto fa di noi quello che siamo - così da modificare il modo in cui ci relazioniamo con noi stessi e con il mondo esterno, non è cosa da poco.

Con Incontri intendiamo dare un piccolo contributo in questa direzione, istituendo uno spazio all’interno del quale vengano consentiti, su tematiche che la quotidianità pone di volta in volta sotto a un faro, “incontri” con visioni “altre” rispetto alle più diffuse e condivise.(1)

Lo faremo facendo nostra la definizione di “creatività” data nel lontano 1906 da Henri Poincarè(2)  - creazione di connessioni nuove e utili fra elementi distanti – e riconoscendo appieno la funzione “liberatoria” che l’incontro con aperture verso significati altri, anche solo accennati e non necessariamente o unicamente “felici”, può concederci.


Coordinamento generale: Serena Basile

 

Uomo alla finestra
UOMOallaFINESTRA è un naufrago arenatosi tra le mura di casa propria. Un tempo navigava a vista lungo la rotta delle proprie passioni, poi un giorno gli accadde qualcosa. Da allora vive rinchiuso in casa, ingenuo e cinico, solo ma non disperatamente. L’unico contatto che ha con il mondo è il davanzale della finestra, dalla quale osserva ...

 


1 Sono interessanti e indicative, in proposito, alcune ipotesi neuroscientifiche recentissime riservate  all’esperienza estetica. Per chi desiderasse approfondire, ecco alcuni riferimenti: Wojciehowski H.C., Gallese V., “How stories make us feel. Toward an embodied narratology.” in California Italian Studies, Vol. 2, Issue 1, 2011; Gallese V., “Seeing art… beyond vision. Liberated embodied simulation in aesthetic experience.” in Seeing with the Eyes Closed,  Ass. for Neuroesthetics Symposium at the Guggenheim Collection, Venice. A. Abbushi, I. Franke, and I. Mommenejad (Eds.). pp. 62-65, 2011; Gallese V., “Corpo e azione nell’esperienza estetica. Una prospettiva neuroscientifica.”, Postfazione a: U. Morelli, Mente e Bellezza. Mente relazionale, arte, creatività e innovazione., Umberto Allemandi & c. editore, Torino, pp. 245-262, 2010.

2 La definizione di “creatività” di Henri Poincarè è rinvenibile in Poincarè, H. (1906), Scienza e metodo, Ed. it. Bartocci, C. (a cura di), Einaudi, 1997, Torino.