DentroUnQuadro Intervista a Elena Ariosto su #psicologia #alimentazione #peso #disagio //www.dentrounquadro.it/interviste/intervista-a-elena-ariosto

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Carta Etica

 

Finalità

 

L’associazione Dentro un quadro nasce il 1 maggio 2012 da un gruppo di psicologi e psicoterapeuti, coadiuvati da un design strategist e da un informatico.

Dentro un quadro, che non ha scopo di lucro, è stata fondata con l’obiettivo di abbattere le barriere economiche e culturali che impediscono l’accesso da parte della popolazione ai servizi di intervento clinico psicologico e psicoterapeutico, nonché di promuovere presso la categoria professionale di psicologi e psicoterapeuti un atteggiamento proattivo finalizzato all’attuazione di interventi clinici impattanti e declinati in contesti di vita diffusi.

 

La motivazione si fonda su una presa di coscienza: in Italia le persone vedono minato, dagli effetti della crisi economica e di sistema che ormai da anni incide e ferisce il nostro Paese, il proprio diritto a una cura psicologica e psicoterapeutica adeguata. E gli effetti del malessere psicologico - oggi così diffuso - sono drammatici, tanto sui singoli quanto sulla capacità di ripresa e di rinascita della popolazione.

Il Sistema Sanitario Nazionale fa quel che può, con risorse costantemente minacciate dai “tagli”. Molte persone (troppe!) non sono consapevoli degli effetti del malessere psicologico sulla salute e sulla qualità della vita, né di quanto un percorso psicologico o psicoterapeutico adeguato possa rappresentare il tipo di intervento di cui spesso si ha bisogno. Tanti psicologi e psicoterapeuti, infine, non avendo possibilità di inserimento nel SSN, faticano a individuare canali adeguati per poter rispondere a una domanda sociale pressante, spesso acconsentendo alla svendita economica della propria dignità professionale pur di non negarsi e di poter comunque esercitare la propria professione.

 

Obiettivo di Dentro un quadro è anche promuovere e tutelare la dignità professionale della categoria degli psicologi e degli psicoterapeuti, attraverso interventi volti alla diffusione capillare di una buona cultura psicologica, ricorrendo a codici e canali espressivi che la rendano pienamente comprensibile anche per i non esperti.

 

La Carta Etica è un accordo volontario, stipulato tra i Soci, al fine di regolamentare eticamente i rapporti tra loro, nonché tra l’Associazione e i suoi interlocutori, compresi quelli che, tramite elargizioni di ogni genere, supportano e consentono all’Associazione il raggiungimento degli obiettivi statutari.

Costituisce uno strumento normativo in grado di caratterizzare stabilmente i comportamenti dei singoli, certificando l’adesione dell’Associazione e dei suoi Soci all’insieme dei valori etici costituenti la finalità di Dentro un quadro.

L’appartenenza a Dentro un quadro implica l’osservanza delle leggi vigenti nonché l’accettazione e la piena adesione non soltanto allo Statuto dell’Associazione, ma anche alla presente Carta Etica.

 

1. Principi e norme

 

Premessa

I principi e le norme contenuti nella presente Carta Etica si ispirano alle norme vigenti nell’ordinamento italiano e sono vincolanti per gli aderenti all’Associazione Dentro un quadro.

 

Art. 1 – Responsabilità dei Soci

Come persone, i Soci sono eticamente responsabili verso se stessi e verso l’Associazione di impersonare i valori della miglior tradizione di utilità sociale. Per questa ragione, non sono disposti a compromettere i propri valori né quelli dell’Associazione e dei suoi appartenenti.

Come professionisti, i Soci sono eticamente responsabili verso se stessi e verso l’Associazione di impersonare i valori della meritocrazia, della democraticità, dell’uguaglianza, del confronto aperto, della mediazione del conflitto e di mantenere un costante e tenace orientamento all’obiettivo sociale, senza mai dimenticare la cura, il rispetto e la valorizzazione degli aspetti relazionali.

Come psicologi e psicoterapeuti, i Soci sono eticamente responsabili verso se stessi e verso l’Associazione di impersonare i valori espressi dal Codice deontologico della categoria professionale attraverso una pratica di intervento incentrata sul rispetto di ogni sua norma in ogni suo punto.

 

Art. 2 – Correttezza

La regolamentazione oggetto della presente Carta Etica è diretta a promuovere, realizzare e tutelare la correttezza dell’operato dei Soci dell’Associazione, sia nell’interesse generale,  sia nell’interesse dell’Associazione stessa, che deve poter contare sulla considerazione della collettività, dello Stato, dell’opinione pubblica e in genere di tutti quei soggetti che, direttamente o indirettamente, stabilmente o temporaneamente, con essa instaurino a qualsiasi titolo rapporti giuridici.

 

Art. 3 – Trasparenza all’interno dell’Associazione e verso i terzi

La Carta Etica riflette l’impegno dei Soci all’osservanza delle norme contenute nelle leggi vigenti e, ove applicabile, nel Codice Deontologico degli Psicologi italiani, ma anche la volontà di operare in concreto secondo trasparenti e corrette norme di comportamento.

In particolare i Soci riconoscono la propria responsabilità nel garantire che le necessarie risorse umane e finanziarie vengano reperite in maniera etica, professionale e trasparente, secondo l’interesse esclusivo dell’Associazione e mai a vantaggio personale, e che l’intenzione del finanziatore venga rispettata con onestà al fine di generare sostegno al privato sociale no profit.

 

Art. 4 – Tutela del nome Dentro un quadro

Nello svolgimento delle proprie attività, iniziative, progetti i Soci non devono commettere azioni capaci di danneggiare o compromettere il profilo valoriale e d’immagine che caratterizza l’Associazione e il suo buon nome, né la sua progettualità, ossia quanto posto in essere per raggiungere i propri scopi.

In particolare, il Socio non può spendere il nome dell’Associazione per attività, iniziative, progetti che non siano stati approvati dall’Associazione stessa.

 

Art. 5 – Principio di scientificità e centralità della relazione

La Carta Etica riflette l’impegno dei Soci Psicologi e Psicoterapeuti a operare attuando forme di intervento clinico fondate su modelli epistemologici che si pongano in un’ottica di falsificabilità scientifica. I Soci operano, inoltre, riconoscendo la centralità della relazione con il paziente come vero catalizzatore di cambiamento, prima di qualunque ricorso a tecniche specifiche.

 

Art. 6 – Orientamento innovativo e creativo dell’operato

La Carta Etica riflette l’impegno dei Soci a operare attraverso attività, iniziative, progetti innovativi e a contribuire alla loro diffusione capillare ricorrendo a codici e canali espressivi propri dei non esperti del settore. L’orientamento innovativo e creativo degli interventi nulla ha a che vedere con modalità trasgressive, intendendo per “trasgressivo” quanto attuato eludendo e non rispettando le norme poste a fondamento di una corretta pratica professionale, nonché dei principi di buon costume, di decoro, di eleganza, di rispetto della sensibilità delle persone e della loro dignità personale e professionale.

 

Art. 7 – Proattività

Tutti i Soci si impegnano ad attuare le attività, iniziative, progetti proposti in fase di adesione nei tempi e nei modi condivisi con l’Associazione e a collaborare attivamente per il raggiungimento degli obiettivi sociali.

 

Art. 8 - Autonomia dell’Associazione

I Soci si impegnano a non ricevere personalmente finanziamenti e a non far pervenire all’Associazione contributi che, per le caratteristiche politiche, culturali ed economiche del donatore potrebbero pregiudicare l’autonomia di loro stessi o dell’operato dell’Associazione.

L’Associazione si impegna a ricercare il maggior numero di fonti di finanziamenti, evitando di stabilire rapporti preferenziali con terzi interessati a finanziare per propri fini i progetti ideati da Dentro un quadro.

 

Art. 9 – Utilizzo dei fondi

L’Associazione si impegna a perseguire un uso delle risorse umane e finanziarie che sia efficace, efficiente e lungimirante. A tal proposito i Soci garantiscono che le risorse finanziarie di solidarietà saranno utilizzate secondo il criterio della buona gestione per fini conformi a quelli indicati nello Statuto.

La destinazione dei fondi deve essere chiaramente esplicitata e legata alla sopravvivenza dell’Associazione ed alla realizzazione delle attività, iniziative, progetti secondo una modalità coerente con gli obiettivi preposti.

I risultati dell’attività posta in essere attraverso l’utilizzo delle risorse dell’Associazione vengono resi noti alla collettività.

 

Art. 10 – Finanziamenti

L’Associazione si impegna a ricercare il maggior numero di fonti di finanziamento, sia nel settore pubblico sia nel settore privato.


2. Attuazione operativa

 

Art. 11 – Sottoscrizione della Carta Etica

Ogni Socio prende visione, accetta e sottoscrive la presente Carta Etica, esprimendo l’impegno a non ostacolare in nessun modo il lavoro degli organi preposti alla salvaguardia della sua effettività.

 

Art. 12 – Supervisore etico

L’Assemblea Generale elegge un Supervisore etico con la finalità di vigilare sull’effettiva adesione dell’Associazione e dei Soci ai principi della presente Carta Etica.

Il Supervisore etico deve operare in maniera indipendente e autonoma, rimane in carica per due anni ed è liberamente rieleggibile.

Ove il Supervisore etico venga scelto tra i soci, la carica di Supervisore non è compatibile con quella di Presidente, Segretario, Tesoriere e Consigliere.

Qualora l’Assemblea Generale non dovesse individuare una persona ritenuta idonea per il compito di Supervisore Etico, tale funzione viene svolta ad interim dal Presidente in carica con il supporto del Consiglio Direttivo.

 

Art. 13 – Esercizio del controllo

Con cadenza semestrale, il Supervisore etico riceve dal Consiglio Direttivo un resoconto dettagliato ed aggiornato delle attività svolte dall’Associazione, con esplicito riferimento ai finanziamenti accettati e ai progetti realizzati e che si intendono realizzare.

Ciascun Socio di Dentro un quadro, qualora ne venisse a conoscenza, ha l’obbligo di segnalare al Supervisore etico eventuali comportamenti che possano risultare difformi dalla presente Carta Etica.

 

Art. 14 – Funzione istruttoria, propositiva e consultiva del Supervisore etico

Nell’ambito dell’attività di verifica sull’osservanza della presente Carta Etica, il Supervisore etico:

-   a seguito di motivate segnalazioni dei Soci, provvede a istruire le pratiche relative a casi di presunte infrazioni;

-  effettuata tale preventiva e sommaria istruttoria sottopone al Consiglio Direttivo le segnalazioni che ritiene fondate e di esclusiva competenza dell’Associazione, oppure indica l’Autorità competente cui il Consiglio dovrà inoltrare idonea segnalazione o denuncia;

-    esprime pareri consultivi sull’applicazione della Carta Etica su richiesta dei Soci o del Consiglio Direttivo;

-    presenzia almeno una volta all’anno all’Assemblea Generale per condividere una relazione del suo operato.

Qualora oggetto di verifica fosse il comportamento del Supervisore etico, in quanto tale o in qualità di Socio, tutti i suoi compiti saranno devoluti al Presidente. Qualora oggetto di verifica fosse il comportamento del Presidente, il Supervisore etico, effettuata una preventiva e sommaria istruttoria, sottoporrà all’Assemblea dei Soci le segnalazioni che riterrà fondate e di esclusiva competenza dell’Associazione, oppure indicherà l’Autorità competente cui l’Assemblea dovrà inoltrare idonea segnalazione o denuncia.

 

Art. 15 – Funzione preventiva del Supervisore etico

Il Supervisore etico svolge una funzione di raccomandazione preventiva in relazioni a comportamenti che, pur non costituendo evidenti violazioni alla Carta Etica, non appaiono conformi ai principi generali della Carta Etica stessa o dell’etica associativa di Dentro un quadro.

Il Supervisore può anche proporre, in base alle casistiche riscontrate, modifiche e integrazioni alla presente Carta, da sottoporre all’approvazione del Consiglio Direttivo.

Il Supervisore etico non percepisce emolumenti per le attività legate allo svolgimento delle sue funzioni.

 

Art. 16 – Comunicazione dell’ipotesi di violazione della Carta Etica

Qualora il Supervisore etico, conclusa la fase istruttoria,  ritenga una segnalazione fondata e di esclusiva competenza dell’Associazione procede, dopo essersi confrontato con il Consiglio Direttivo - o, in caso di segnalazione riguardante il Presidente, l’Assemblea dei Soci –, a darne comunicazione per iscritto al Socio interessato che verrà invitato a presentarsi, in un termine che non può essere inferiore a trenta giorni, innanzi al Consiglio Direttivo - o, in caso di segnalazione riguardante il Presidente, all’Assemblea dei Soci - per essere ascoltato.

All’esito di tale audizione, il Consiglio Direttivo - o, in caso di segnalazione riguardante il Presidente, l’Assemblea dei Soci – adotterà uno dei provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo seguente. 

Nel caso in cui si sia provveduto a inoltrare segnalazione o denuncia alle Autorità competenti, la sanzione potrà essere adottata solo all’esito della procedura avviata da tali Autorità; tuttavia, ove la condotta segnalata presenti caratteri di particolare gravità, l’Assemblea dei Soci potrà, sentito il Supervisore etico, disporre la sospensione in via cautelare del socio dalla vita associativa. 

 

Art. 17 – Sanzioni

I provvedimenti sanzionatori, nel caso di comprovate violazioni delle norme della presente Carta Etica, sono i seguenti:

a) avvertimento formale con richiesta di immediata cessazione del comportamento;

b) sospensione dalla vita associativa per un termine che può variare da 3 a 12 mesi;

c) espulsione dall’Associazione.

Le sanzioni devono essere formalmente approvate dal Consiglio Direttivo - o, in caso di segnalazione riguardante il Presidente, dall’Assemblea dei Soci – a maggioranza relativa con esclusione del voto del socio segnalato.

 

Art. 18 – Particolare dovere del Supervisore etico

Il Supervisore etico, oltre ad essere tenuto come ogni socio al rispetto delle norme della presente Carta, è tenuto, in particolare, a non utilizzare per finalità estranee al proprio incarico, direttamente o indirettamente, studi, ricerche o raccomandazioni a diverso titolo prodotte dall’Associazione, né informazioni specifiche acquisite in relazione allo svolgimento delle proprie funzioni.

In ogni caso, costituisce grave violazione l’utilizzo a fini personali di informazioni privilegiate.