DentroUnQuadro Intervista a Elena Ariosto su #psicologia #alimentazione #peso #disagio //www.dentrounquadro.it/interviste/intervista-a-elena-ariosto

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Recentemente, dopo un accurato studio di natura economica, la Gran Bretagna ha lanciato il progetto “No health without mental health” e ha deciso di procedere con l’assunzione di diverse migliaia di psicoterapeuti: diverse studi (ad es. L., Lamberg, 1997; Gabbard, G. O. et al., 1997; Royal College Psychiatrists, 2010; Clark, D.M., 2011; Centre for Economic Performance, 2012) hanno infatti dimostrato e dichiarato, negli anni, come il ricorso alla psicoterapia riduca maggiormente rispetto alla farmacoterapia i costi sociali del malessere psicologico!

 

 

“Economic savings can result across a wide range of areas in both the short and longer term. There is a growing evidence base that demonstrates the cost effectiveness of investing in mental health promotion, prevention and early intervention strategies. In particular, a number of studies have demonstrated significant cost benefits from early-years interventions, especially for longterm outcomes, with savings achieved mainly through reduced welfare and criminal justice costs, and higher earnings. (…) There is an economic cost to not providing services for people with mental illness and the consequent loss of mental capital. The cost of preventative interventions must be considered within the context of the costs of not conducting such programmes.”

Da “No Health without public mental health”, Royal College Psychiatrists, 2012

 

 

In Italia, invece, le persone vedono minato, dagli effetti della crisi economica e di sistema che ormai da anni incide e ferisce il nostro Paese, il proprio diritto a una cura psicologica e psicoterapeutica adeguata.

Il Sistema Sanitario Nazionale fa quel che può, con risorse costantemente minacciate da “tagli” e senza riuscire a coprire il bisogno sociale drammaticamente in aumento.

Al giorno d’oggi, infatti, svolgere la propria professione - da imprenditori o da dipendenti che sia - all’interno di un contesto politico, sociale ed economico che manifesta ogni giorno la sua precarietà, significa fronteggiare grave stress, vissuti di paura, rabbia e a volte vergogna che producono disagio, malattia psichica e fisica, difficoltà relazionali. Perdere il posto di lavoro, poi, non comporta solo difficoltà di natura economica ma spesso implica anche la perdita della dignità e del proprio ruolo professionale e sociale, e può assumere a tutti gli effetti i tratti di un’esperienza traumatizzante.

L’accesso al servizio pubblico è però appesantito da liste d’attesa sempre più lunghe. Ciononostante diverse strutture territoriali rischiano, con le nuove manovre “salva-Italia”, di essere chiuse. A un aumento della domanda di intervento psicologico non corrisponde in Italia un aumento delle possibilità di accedere ai servizi.