DentroUnQuadro Intervista a Elena Ariosto su #psicologia #alimentazione #peso #disagio //www.dentrounquadro.it/interviste/intervista-a-elena-ariosto

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In questa fase storica delicatissima, caratterizzata da una crisi economica che non risparmia nessuno, tutti - aziende, banche, istituzioni, professionisti, privati - stiamo pagando un prezzo molto alto: tremano l’identità, la quotidianità, la prospettiva per il futuro, la speranza in un cambiamento positivo.
Cerchiamo continuamente di capire cosa sta succedendo e di agire per non lasciarci travolgere. Alcuni ci riescono, altri no. Così spariscono le aziende, sparisce il lavoro, compaiono interrogativi drammatici sul domani e il malessere psicologico dilaga.

Quando una persona vive esperienze da cui non può sottrarsi e in cui sente minacciata la propria integrità, scattano automaticamente meccanismi di difesa arcaici che si articolano nelle risposte di attacco, fuga e immobilità.
L’etologia insegna: queste sono forme di difesa che abbiamo ereditato dai nostri predecessori. Come l’animale predato e a rischio di sopravvivenza, anche noi esseri umani di fronte alla minaccia tentiamo la lotta, oppure ci diamo alla fuga o restiamo paralizzati a seconda di quanto sentiamo di poter far fronte alla situazione.

Ma il sentirci capaci di far fronte alle situazioni minacciose varia molto a seconda che si sia da soli o in gruppo. Se operiamo in gruppo, unendo le forze con altri che riconosciamo come nostri pari e cooperando attivamente per un obiettivo condiviso, siamo di fatto più forti. Siamo di fatto più forti se ci attiviamo su una modalità cooperativa.

Oggi molti “soli” non ce la fanno. Se altrettanti riescono a non demordere e a darsi da fare con determinazione riuscendo così a fronteggiare condizioni anche molto pesanti, in troppi (che siano singoli, aziende, associazioni no profit…) rischiano e di fatto vivono nella disperazione paralizzante di chi ha perso tutto a causa della crisi.

E’ per questo che nasce il modello di intervento sociale Caring Angels. I Caring Angels sono aziende, singoli professionisti, privati, banche, fondazioni… che, come tutti, pagano il prezzo della crisi economica ma ciononostante decidono di incidere sul sistema operando con una modalità cooperativa per la realizzazione di forme sostenibili e reciproche di cura andando incontro e sostenendo chi più oggi è penalizzato.

Con Caring Angels proponiamo dunque di usare questo malessere diffuso anziché subirlo, di riconoscerlo come campanellino d’allarme per un cambiamento di sistema, oramai necessario, e di canalizzarne l’energia in una proattività corale finalizzata alla valorizzazione delle risorse di chi rischia ogni giorno di non farcela.

Il modello di intervento sociale Caring Angels si fonda su un’indagine cognitivo-evoluzionista e body-centred (centrata sul corpo) del disagio da disoccupazione, con esplicito riferimento alle riflessioni scientifiche recenti sugli effetti delle traumatizzazioni complesse (Complex PTSD).

Bibliografia essenziale di riferiemnto:

  • Basile, S., Catania, A., Tagliavini, G. (2013), L’Italia ha un Complex PTSD? La proposta del costrutto Caring Angels, Convegno SITCC, Torino.
  • Basile, S., Ravanelli, L., Catania, A., Pessina, E. (2013), Caring Angels for Youth: un’applicazione del costrutto Caring Angels, Convegno SITCC, Reggio Calabria.
  • Basile, S., Ravanelli, L., Dodet, M. (2013), Il costrutto Caring Angels: tra sistema motivazionale cooperativo e processualità identitaria, Convegno SITCC, Reggio Calabria.
  • Basile, S., Proietti, R., (2014), Complex PTSD, finestra di tolleranza, gruppi di lavoro, Convegno SITCC, Genova.
  • Fraccaroli, F., Balducci, C. (2011), Stress e rischi psicosociali nelle organizzazioni, Bologna, Il Mulino.
  • Liotti, G. (2004), “Trauma, dissociation and disorganized attachement: Three strands of a single braid”. In Psychotherapy: Theory, Research, Practice, Training, 41, pp. 472-486.
  • Liotti, G. (2006), “A model of dissociation based on attachement theory and research”. In Journal of Trauma and Dissociation, 7, pp. 55-73.
  • Liotti, G., Farina B. (2011), Sviluppi traumatici. Eziopatogenesi, clinica e terapia della dimensione dissociativa, Raffaello Cortina Editore, Milano.
  • Liotti, G., Monticelli, F. (a cura di) (2014), Teoria e clinica dell'alleanza terapeutica, Milano, Raffaello Cortina Editore.
  • Ogden, P., Kekuni, M., Claire, P. (2012), Il trauma e il corpo, trad. it., Istituto di Scienze Cognitive Editore, Sassari.
  • Porges, S.W. (2007), The polyvagal perspective, Biological Psychology 74:116-143.
  • Porges SW. (2009), The polyvagal theory: new insights into adaptive reactions of the autonomic nervous system, Cleveland Clinic Journal of Medicine, 76:S86-90.
  • Proietti, R. (2003), “Language, communication and the development of the self”, in Rethinking Communicative Interaction: New interdisciplinary horizons, Grant, Colin B. (ed.), 69–85.
  • Siegel, D. (1999), La mente relazionale . Neurobiologia dell’esperienza interpersonale, Trad. It., Milano, Raffaello Cortina Editore.
  • Sroufe, L. A. (2002), “Attachment and the complexity of development” in Journal of Infant, Child and Adolescent Psychotherapy, 2 (4), 19-26.
  • Van der Hart O., Nijenhius E.R.S., Steele K. (2011), Fantasmi nel sé. Trauma e trattamento della dissociazione strutturale, Trad. It., Raffaello Cortina Editore, Milano.


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